Matrimonio o concubinato: quali sono le conseguenze finanziarie

Matrimonio o concubinato: quali sono le conseguenze finanziarie

Meglio sposarci o continuare a convivere in concubinato? Vale la pena porsi la domanda, poiché il matrimonio o la registrazione di un’unione domestica hanno grandi ripercussioni a livello giuridico e finanziario: sulla rendita di vecchiaia, sulla cassa pensioni e sulle imposte.
Dovrà essere una festa sfarzosa. In estate, al mare, con la famiglia e tutti i loro amici. Ci deve essere la porchetta, un ricco buffet e la sera, sul tardi, probabilmente il karaoke. Ecco come Nina e Tom immaginano di festeggiare la propria convivenza.
Una domanda resta tuttavia aperta: Nina e Tom non hanno ancora deciso se sposarsi ufficialmente presso l’ufficio di stato civile o continuare a convivere in concubinato. Vogliono prima capire quali sono le conseguenze giuridiche e finanziarie che comporta un matrimonio.

Alla domanda se vogliano sposarsi, circa 40’000 coppie svizzere rispondono di sì. Circa 700 coppie omosessuali registrano la propria unione. Per la legge il matrimonio e l’unione registrata sono pressoché equiparati. I partner hanno l’obbligo di sostenersi reciprocamente e di provvedere insieme al mantenimento della famiglia. Quando in questo articolo si parla di matrimonio o di sposarsi, si intende pertanto l’unione registrata. Per l’uomo avere sogni è importante, se non addirittura indispensabile per sopravvivere. Questa era l’opinione dello scrittore americano Mark Twain, che scrisse: «Non separarti dai tuoi sogni. Quando se ne saranno andati, tu forse ci sarai ancora, ma avrai cessato di vivere». Sicuramente anche voi avete dei sogni per il vostro futuro. Per realizzarli avete bisogno di un progetto. E per far sì che esso si concretizzi proprio come volete voi, sono necessarie sufficienti risorse finanziarie.

Quali sono i pro e i contro dell’unione registrata o del concubinato

La decisione di sposarsi o meno è in primo luogo di natura sentimentale. Tuttavia ci sono alcune conseguenze dal punto di vista finanziario e giuridico che coloro che si trovano nella stessa situazione di Nina e Tom farebbero bene a considerare.

1°‏ pilastro: assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (AVS)

Nel matrimonio: Se Nina e Tom sono sposati, con l’AVS in caso di prestazione beneficiano dei contributi dell’altro. In ogni caso la rendita della coppia coniugata è limitata a una volta e mezza (150 percento) della rendita singola massima di 2’370 franchi svizzeri). Ciò significa che il coniuge senza lacune contributive percepisce dal 1° pilastro complessivamente al massimo 3’555 franchi svizzeri al mese.
Se Tom muore, Nina, in qualità di moglie, ha diritto a una rendita per vedove vita natural durante. Ciò vale se Nina ha superato i 45 anni di età ed è stata sposata con Tom almeno per cinque anni o se la coppia ha dei figli insieme. Tom riceverebbe una rendita per vedovi fino al compimento del 18° anno del figlio più giovane. I loro figli in caso di decesso riceverebbero una rendita per orfani.

Concubinato: Per quanto riguarda la rendita di vecchiaia la coppia in concubinato, in cui entrambi i partner guadagnano, ha un vantaggio rispetto alla coppia di coniugi. In assenza di lacune contributive, Nina e Tom riceverebbero una rendita singola (ciascuna del 100 percento) pari a un massimo mensile di 2’370 franchi svizzeri, per un totale di 4’740 franchi svizzeri, ossia un quarto in più rispetto alla coppia sposata. Per contro, non avrebbero diritto alla rendita per superstiti, in caso di decesso di uno dei due. I figli propri e quelli fuori dal matrimonio percepirebbero comunque una rendita per orfani.

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1° pilastro
Matrimonio Concubinato 
Pensionamento   Ricevono entrambi una rendita di vecchiaia AVS congiunta di max. CHF 3’555 al mese (150%) Ricevono entrambi una rendita di vecchiaia AVS separata (max. CHF 2’370 al mese (100%)), per un totale di max. CHF 4’740 al mese (200%)
Tasse Il reddito viene tassato congiuntamente Il reddito viene tassato singolarmente
Decesso Rendita per vedove/rendita di orfano Rendita di orfano

 

 

2° ‏pilastro: previdenza professionale (cassa pensioni)

Nel matrimonio: In caso di decesso del coniuge, Tom o Nina riceverebbero una rendita per superstiti della previdenza professionale. Presupposto è che il matrimonio sia stato contratto da almeno cinque anni e che Nina o Tom abbiano superato i 45 anni di età o che debbano provvedere a figli a carico.

Nel concubinato: La legge federale in materia di previdenza professionale non prevede prestazioni in caso di decesso di un partner convivente. Alcune casse pensioni, come ad esempio la fondazione collettiva Vita, offrono tuttavia delle cosiddette rendite per conviventi. A coloro che conducono una convivenza simile a un matrimonio o che hanno figli comuni, si raccomanda di notificare per iscritto il proprio partner alla cassa pensioni . In caso di decesso potrà essere richiesta la suddetta rendita per conviventi.

 

Fondi di libero passaggio

Nel matrimonio: Se un coniuge lascia un conto di libero passaggio, la banca o l’assicurazione paga al coniuge superstite la prestazione in capitale. Sono beneficiari anche gli orfani o il coniuge divorziato, a condizione che possano vantarne la pretesa.

Nel concubinato: Tom e Nina avrebbero la possibilità di favorirsi reciprocamente in modo tale che le prestazioni in capitale del conto di libero passaggio in caso di decesso spettino loro. Questo intento deve essere comunicato in forma scritta al loro istituto di libero passaggio.

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2°‏ pilastro
Matrimonio Concubinato 
Pensionamento   Pagamento della rendita secondo il Regolamento di previdenza della propria cassa pensioni Pagamento della rendita secondo il Regolamento di previdenza della propria cassa pensioni
Tasse I riscatti nella cassa pensioni possono essere fatti valere a fini fiscali I riscatti nella cassa pensioni possono essere fatti valere a fini fiscali
Decesso Rendita per superstiti secondo il Regolamento di previdenza della propria cassa pensioni Rendita per superstiti secondo il Regolamento di previdenza della propria cassa pensioni

 

3°pilastro: confronto tra previdenza vincolata (3a) e previdenza libera (3b)

Nel matrimonio: I patrimoni di previdenza del pilastro 3a in caso di decesso vanno innanzitutto al coniuge superstite. Tom o Nina riceverebbero così l’intero capitale risparmiato della previdenza vincolata.

Nel concubinato: Da non coniugi, Nina e Tom non avrebbero alcun diritto al capitale risparmiato con la previdenza vincolata. Tuttavia vi sono specifiche condizioni in presenza delle quali il convivente potrebbe far valere le proprie pretese. Ad esempio, in caso di convivenza con il defunto per i cinque anni precedenti al decesso o qualora si debba provvedere al mantenimento di uno o più figli. Nell’ordine dei beneficiari in questo caso il convivente è allo stesso livello dei discendenti. Deve essere comunque data comunicazione per iscritto all’assicurazione. Ai conviventi si raccomanda di norma di tenere in considerazione il proprio partner superstite in un’assicurazione sulla vita della previdenza libera. Con l’assicurazione sulla vita è possibile stabilire liberamente l’ordine dei beneficiari.

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3° pilastro
Matrimonio Concubinato 
Pensionamento  
  • 3a: il beneficiario è il contraente
  • 3b: beneficiario a libera scelta
  • 3a: il beneficiario è il contraente
  • 3b: beneficiario a libera scelta
Tasse
  • 3a: i contributi sono deducibili dal reddito imponibile. In caso di pagamento: aliquota fiscale ridotta, separatamente dal resto del reddito.
  • 3b: l’avere in caso di pagamento è di solito esente dall’imposta sul reddito*
  • 3a: i contributi sono deducibili dal reddito imponibile. In caso di pagamento: aliquota fiscale ridotta, separatamente dal resto del reddito
  • 3b: l’avere in caso di pagamento è di solito esente dall’imposta sul reddito*
Decesso
  • 3a: ordine dei beneficiari: 1. coniuge 2. figli 3. genitori 4. fratelli 5. altri eredi
  • 3b: beneficiario a libera scelta (nel rispetto delle legittime previste per legge)
  • 3a: ordine dei beneficiari: 1. convivente e figli 2. genitori 3. fratelli 4. altri eredi
  • 3b: beneficiario a libera scelta (nel rispetto delle legittime previste per legge)

   * ciò vale nel caso del pagamento periodico del premio e dei versamenti unici effettuati a fini previdenziali

 

Imposte

Nel matrimonio: Sposandosi Tom e Nina compilerebbero una dichiarazione di imposta congiunta. I loro redditi verrebbero sommati. Più guadagnano, più vengono tassati. Guadagnando entrambi, in particolare le imposte federali sarebbero più alte rispetto al concubinato. Secondo la stima dell’Amministrazione federale delle contribuzioni, oggi circa 700’000 coniugi sono interessati da questa cosiddetta «penalizzazione del matrimonio» nell’imposta federale diretta. Ormai da lungo tempo si tenta di cambiare questa situazione.

Nel concubinato: I conviventi compilano la propria dichiarazione di imposta separatamente. I loro redditi e patrimonio vengono tassati singolarmente. Avendo la progressione fiscale meno peso, i non coniugati sono, in particolare per quanto riguarda l’imposta federale diretta, favoriti rispetto ai coniugi.

Diritto successorio

Nel matrimonio: La legge svizzera stabilisce chi riceve cosa in caso di decesso di qualcuno. La massima priorità spetta al coniuge. Se Tom e Nina hanno figli, l’eredità deve essere divisa a metà con gli eventuali discendenti. Se il deceduto non lascia figli, il superstite riceve di più, ossia tre quarti.

Nel concubinato: Da non coniugati, Tom e Nina ai sensi della legge non ereditano nulla l’uno dall’altra e viceversa. In caso di decesso si applica la successione legale, che favorisce innanzitutto i discendenti. Se non hanno figli né contratti successori o testamenti, l’eredità del defunto va ai genitori. Ai conviventi si raccomanda quindi di favorire il partner, in modo che non venga escluso in caso di decesso.

Un accordo per il concubinato

Sposandosi, questa è la conclusione di Nina e Tom, in caso di decesso sarebbero meglio assicurati rispetto al concubinato. Continuando a convivere avrebbero vantaggi per quanto riguarda la rendita di vecchiaia e le imposte.
Ma quali sarebbero le conseguenze della convivenza in concubinato in caso di figli? Cosa accadrebbe se uno dei due riducesse il carico di lavoro o smettesse del tutto di lavorare per occuparsi dei figli?

Il consulente previdenziale di Nina e Tom propone, come soluzione, un contratto di concubinato. Tale contratto stabilisce come e da quale conto bancario devono essere corrisposti i costi per il sostentamento e come sono ripartite le spese di sostentamento e di abitazione nonché il patrimonio. È consigliabile, secondo il consulente previdenziale, redigere un elenco dell’inventario e rilasciare una procura per i trattamenti medici. Il consulente previdenziale fornisce loro formulari per richiedere alla propria cassa pensioni una rendita per conviventi (Comunicazione relativa alla rendita per conviventi, Comunicazione relativa al diritto di beneficio per i capitali in caso di decesso). La rendita per conviventi consente a Tom e Nina di favorirsi reciprocamente nel caso in cui uno dei due muoia. Il consulente previdenziale consiglia inoltre un testamento, un’assicurazione sulla vita e un testamento biologico. «Non è la soluzione più semplice», ammette il consulente previdenziale sorridendo quando vede i visi lunghi di Nina e Tom.

Tuttavia per Nina e Tom decisive non sono tanto le riflessioni pragmatiche quanto quelle sentimentali: vogliono farsi la più grande promessa possibile per due persone che si amano: amore e fedeltà per sempre. Accompagnati da testimoni e genitori, Tom e Nina il giorno prima della festa di nozze si recano presso l’ufficio di stato civile e si sposano ufficialmente.
Il giorno della grande festa con grigliata al mare è fantastico. Festeggiano fino alle prime ore del mattino e, nonostante il testimone caduto in acqua, la festa è magnifica, esattamente come avevano sognato che fosse.

Cosa accade alla cassa pensioni dopo il matrimonio?

Mentre Nina e Tom trascorrono il viaggio di nozze in Canada, hanno luogo alcune procedure burocratiche. I datori di lavoro di Tom e Nina comunicano alle relative casse pensioni che i due si sono sposati. Queste ultime stabiliscono quale avere di vecchiaia (prestazione di libero passaggio) i due hanno risparmiato alla data di matrimonio. Ciò è necessario per definire, in caso di divorzio, per ciascun coniuge individualmente, di quanto l’avere di vecchiaia è aumentato durante il matrimonio. Il coniuge divorziato di norma parteciperà all’aumento di questo avere di vecchiaia per la metà.
Quando Nina e Tom tornano dal viaggio di nozze, i nuovi certificati di previdenza sono già nella cassetta della posta. Comunque andranno le cose, potranno guardare al futuro con serenità.

Cosa pensano i nostri clienti di matrimonio e concubinato

Adrienne V.: la loro figlia ha fatto loro cambiare idea

Adrienne è sempre stata indipendente. Lo si vede nei suoi lavori. Una volta come istruttrice subacquea alle Seychelles, una volta come giornalista da viaggio in aree remote. Quando a 35 anni, durante una traversata dell’Atlantico, conosce il maestro di vela Timo, la sua vita cambia radicalmente. Per due anni, viaggia con lui in tutto il mondo, nasce la piccola Iris e Adrienne conosce l’esigenza mai sentita prima di proteggere al meglio questo esserino. Adrienne e Timo, nonostante il parere contrario del loro consulente previdenziale, non vogliono pensare al matrimonio. Ma, tornati in Svizzera, concordano un contratto di concubinato ben concepito. Stabiliscono la successione in un testamento, stipulano un’assicurazione sulla vita e richiedono una rendita per conviventi alla loro cassa pensioni. A Adrienne, con la sua brama di libertà, ciò dà la bella sensazione di essere indipendente, ma assicurata.

Sebastian G.: di nuovo in piedi dopo una disgrazia

Sebastian ricorda ancora la sensazione provata quando si è recato, mano nella mano con Reto, presso l’ufficio di stato civile: erano felici e spensierati come bambini, convinti di aver trovato il partner di vita giusto. La felicità continua. Fino a tre anni fa, quando Reto, che come Sebastian ha quasi 50 anni, perde la vita in un incidente stradale. Sebastian perde tutte le energie, tutta la forza d’animo. Non era pensabile lavorare, doveva dapprima rimettersi in forze. Avendo lui e Reto registrato la propria unione, Sebastian dopo il decesso di Reto è riuscito a superare il periodo di difficoltà finanziaria: ha ricevuto una rendita per superstiti AVS e cassa pensioni nonché i pagamenti dell’assicurazione sulla vita di Reto. Sebastian si è ripreso. Ora, cinque anni dopo la morte di Reto, Sebastian ha conosciuto qualcuno. Probabilmente andranno a convivere a breve.

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