Glossari LPP

Ritorna alla panoramica
Condividi articolo

Glossari LPP

Il mondo della previdenza professionale è complesso – e a causa dei numerosi concetti tecnici diventa ancor più difficile da comprendere. Usate il nostro glossario per crearvi un quadro d’insieme e scoprire ad esempio cosa c’è dietro al grado di copertura, al riscatto o alla tabella delle generazioni.
Glossari LPP

Aliquota minima di conversione

Con l’aliquota di conversione, nella previdenza professionale viene calcolata la rendita di vecchiaia annua dall’avere di vecchiaia. La base è costituita tra l’altro dalla speranza di vita statistica al momento del pensionamento e dal tasso d’interesse tecnico. Questo si basa a sua volta sulle aspettative di rendimento per il capitale di previdenza sui mercati finanziari. L’aliquota minima di conversione prevista dalla legge prescrive il tasso percentuale minimo nella parte obbligatoria della previdenza professionale (secondo la LPP). Il legislatore indica l’aliquota minima di conversione, che dovrebbe essere nettamente superiore a quella matematica, perché il capitale necessario per il finanziamento delle rendite non è sufficiente per finanziare la rendita con l’aliquota minima di conversione per tutta la vita. L’aliquota di conversione del 6,8 percento comprende una promessa di garanzia che al giorno d’oggi non è più realistica. Un’aliquota di conversione del 6,8 percento presuppone in realtà un rendimento del 5 percento circa ovvero un tasso d’interesse tecnico che non è stato raggiunto ormai da molto tempo. Per la parte sovraobbligatoria della previdenza professionale valgono altre regole. In questo settore le fondazioni possono definire autonomamente l’ammontare dell’aliquota di conversione, dal che consegue che nel settore sovraobbligatorio le aliquote di conversione vengono fissate a un livello nettamente inferiore.

È stato utile?

Deduzione di coordinamento

In base alla LPP, nella previdenza professionale non è l’intero reddito a costituire la base per il calcolo dei contributi mensili. Qui viene assicurata la quota salariale compresa tra 21’510 e 86’040 franchi svizzeri. Gli importi fino a 25’095 franchi sono coperti dal 1° pilastro (AVS). Questa quota salariale, pertanto, viene decurtata dalla LPP mediante la cosiddetta deduzione di coordinamento.

Un esempio di calcolo:
Reddito annuo: CHF 80’000
Deduzione di coordinamento: - CHF 25’095
Salario assicurato: CHF 54’905

I contributi alla cassa pensioni si orientano al salario assicurato. La deduzione di coordinamento corrisponde sempre all’importo di 7/8 della rendita AVS annua massima.

Se il reddito è superiore a 86’040 franchi svizzeri, può essere facoltativamente coperto nella previdenza professionale mediante contributi sovraobbligatori. Per i lavoratori a tempo parziale e con reddito conseguentemente più basso, la deduzione di coordinamento può far sì che essi versino, rispetto al reddito complessivo, contributi LPP decisamente più bassi. Ne può conseguire che dopo il pensionamento siano corrisposte prestazioni inferiori. Per contrastare questo effetto, le casse pensioni più moderne adeguano la deduzione di coordinamento al grado di occupazione. Ciò comporta un salario assicurato più elevato, di conseguenza contributi alla cassa pensioni più elevati e in ultima analisi maggiori prestazioni assicurate del 2° pilastro.

È stato utile?

Divorzio

Cosa succede all’avere di previdenza del secondo pilastro in caso di divorzio? In linea di massima, i fondi della cassa pensioni risparmiati vengono divisi a metà tra i due coniugi. Lo stesso vale anche per le unioni registrate. Vengono però ripartiti solo quegli importi versati dal momento del matrimonio fino all’avvio del procedimento di divorzio. L’avere di previdenza precedente al matrimonio non viene considerato. Questa cosiddetta compensazione della previdenza è definita anche splitting. Per calcolare l’importo esatto vengono considerati tutti gli averi di previdenza. Vi rientrano anche tutti i riscatti volontari nella cassa pensioni, se non effettuati da beni propri, ed eventuali prelievi anticipati per l’acquisto di una proprietà d’abitazioni a uso proprio. In quest’ultimo caso va tenuto presente chi tiene l’immobile dopo il divorzio. Al momento dello splitting viene considerato anche questo.

È stato utile?

Fairplay

Il principio di base del secondo pilastro è che ogni lavoratrice o lavoratore risparmi per se stesso e che il denaro le/gli venga pagato dopo il pensionamento. Tuttavia il sistema versa in una situazione sempre più critica, tanto che i redditi d’investimento degli assicurati attivi devono in parte essere utilizzati per le rendite dei pensionati. Si assiste pertanto lentamente a una ridistribuzione sempre più forte. I motivi sono diversi:

  • In Svizzera si registra un progressivo invecchiamento della popolazione, e nascono sempre meno bambini. Questo modifica il rapporto tra lavoratori e pensionati, come documentato dall’Ufficio federale di statistica: nel 1991 c’erano ancora 28 pensionati su 100 lavoratori. Nel 2019 i pensionati erano già 35. Nel 2040, secondo la previsione dell’Ufficio federale di statistica, potrebbero esserci 50 pensionati per 100 lavoratori.
  • Nel 1985, anno di fondazione della previdenza professionale obbligatoria, un uomo di 65 anni aveva una speranza di vita media di 15 anni, oggi è già di 20. Il denaro risparmiato deve quindi bastare per un periodo di tempo più lungo.
  • Inoltre i fondatori della previdenza professionale sono partiti dal presupposto che gli averi previdenziali sarebbero stati remunerati nel lungo periodo in media con il 5 percento. Tuttavia questo non succede da molti anni: gli interessi sono talmente bassi che il capitale di previdenza cresce in misura sensibilmente più lenta di quanto previsto originariamente.
  • Entrambi questi fattori, la maggiore speranza di vita e la remunerazione meno vantaggiosa fanno sì che l’aliquota di conversione fissata per legge al 6,8 percento per la parte obbligatoria sia diventata chiaramente troppo elevata. Questo significa che il capitale risparmiato non è più sufficiente per il periodo di pensionamento più lungo.

In questa situazione si forma una lacuna di finanziamento per le casse pensioni. Per poter pagare oggi le rendite promesse, le casse pensioni devono spostare o per l’appunto ridistribuire una parte dei redditi di investimento dai lavoratori ai pensionati. Le casse pensioni sono inoltre costrette a ridurre l’aliquota di conversione sull’avere di vecchiaia sovraobbligatorio. Di conseguenza le imprese con un livello salariale elevato e prestazioni per le casse pensioni generose co-finanziano altre imprese che hanno un livello salariale basso e offrono ai loro assicurati solo prestazioni minime.

Per questo Vita promuove il fairplay nella previdenza professionale: affinché anche gli attuali lavoratori e soprattutto i nostri figli possano costruire sul secondo pilastro, questo deve essere modernizzato in modo duraturo.

È stato utile?

Grado di copertura

 Il grado di copertura delle casse pensioni corrisponde al rapporto del patrimonio effettivamente disponibile e gli impegni a una determinata data di riferimento. Esso indica quindi la percentuale degli impegni di un istituto di previdenza che è coperta da valori patrimoniali. A partire da un grado di copertura del 100 percento la cassa pensioni possiede sufficienti mezzi finanziari per soddisfare tutti i diritti alle prestazioni a una determinata data. Tuttavia non sussiste ancora un cuscinetto; a tal fine il grado di copertura dovrebbe essere superiore al 100 percento.

Il grado di copertura è solo una dimensione tecnica, perché anche con un grado di copertura inferiore al 100 percento di fatto non succederà mai che p.es. tutti gli assicurati vadano in pensione contemporaneamente. Allo stesso tempo, però, un elevato grado di copertura indica che una cassa pensioni gode di solidità finanziaria ed è in grado di soddisfare i propri impegni senza problemi. Una cassa pensioni con un elevato grado di copertura ha anche una maggiore capacità di rischio e può permettersi p.es. una strategia d’investimento più orientata al rischio e quindi con maggiori opportunità di rendimento. Sono disponibili, infatti, mezzi a sufficienza per compensare possibili oscillazioni sui mercati finanziari.

È stato utile?

Impatto zero di CO2

Nella previdenza professionale circola molto denaro, perché è lì che tutti i lavoratori versano i risparmi per la loro previdenza per la vecchiaia. Gli importi di risparmio di ogni singolo assicurato sono investiti in modo da avere a disposizione, dopo il pensionamento, il capitale più ingente possibile. Nello stesso tempo, con i fondi investiti le casse pensioni possono anche fornire un sensibile contributo alla sostenibilità. La Fondazione collettiva Vita si è quindi posta l’obiettivo di detenere entro il 2050 un portafoglio con impatto zero in termini di CO2. Ciò significa che la Fondazione effettua investimenti in modo tale che dalla loro somma totale non risulti alcuna emissione di CO2. Gli investimenti riguardano anche green bond, obbligazioni nelle quali gli emittenti si impegnano a utilizzare i fondi ricevuti per finanziare progetti ecologici, ad esempio per le energie rinnovabili. Le neutralità in termini di CO2 non può essere raggiunta dall’oggi al domani, bensì richiede generalmente anni o decenni, passando attraverso più fasi. L’obiettivo è quello di fornire un contributo agli obiettivi dell’Accordo di Parigi sul clima.

È stato utile?

La previdenza professionale

Nel sistema dell’assicurazione sociale svizzero, la previdenza professionale appartiene al 2° dei tre pilastri e integra le prestazioni di AVS e AI del 1° pilastro. Mentre il 1° pilastro ha la funzione di assicurare il minimo esistenziale per la vecchiaia e in caso di invalidità o decesso, il 2° pilastro intende garantire il mantenimento dello standard di vita abituale. Per molte persone, le prestazioni del 1° e del 2° pilastro ammontano congiuntamente, dopo il pensionamento, a circa il 60 percento del reddito (lordo) conseguito prima dell’evento assicurato. Per colmare eventuali lacune previdenziali o soddisfare desideri individuali dopo il pensionamento, esiste la possibilità di occuparsi autonomamente della propria previdenza tramite il 3° pilastro. Il 3° pilastro integra quindi la previdenza del 1° e del 2° pilastro. Il 3° pilastro si suddivide in previdenza vincolata 3a e previdenza libera 3b. Il pilastro 3a viene incentivato in modo mirato tramite misure di natura fiscale. Il pilastro 3b è una previdenza libera, il che significa che non è vincolata al pensionamento e può essere utilizzata anche per il raggiungimento di obiettivi di risparmio sul medio o sul lungo termine. Una cosa che molti non sanno è che mentre nel 1° pilastro si risparmia tutti insieme, nel 2° e nel 3° pilastro ognuno risparmia per se stesso/stessa; ciò significa che sebbene di norma potrete accedere al vostro avere di vecchiaia solamente dopo il pensionamento, il denaro sarà comunque di vostra proprietà per tutto il tempo.

È stato utile?

Lacuna

Le lacune nella previdenza possono insorgere per diverse ragioni. Nel 1° pilastro, l’AVS, si parla di lacuna contributiva quando una persona non ha versato i contributi ogni anno o non ha ricevuto accrediti per compiti educativi o assistenziali. Nel 2° pilastro, la previdenza professionale, possono risultare lacune a seguito, fra l’altro, di un’occupazione a tempo parziale. Anche coloro che, ad esempio, sono emigrati in Svizzera dall’estero solo all’età di 30 anni rischiano di incorrere in lacune previdenziali in entrambi i pilastri. Le lacune nel 2° pilastro si possono colmare mediante un riscatto nella cassa pensioni. Dal momento che spesso, in età avanzata, le prestazioni del 1° e del 2° pilastro coprono solo il 60 percento circa del reddito precedente, è consigliabile integrare la previdenza per la vecchiaia con una soluzione nel 3° pilastro. Oltre al risparmio per la vecchiaia, nel 3° pilastro è possibile assicurarsi anche contro rischi della vita quali invalidità e decesso.

È stato utile?

Momento del pensionamento

In Svizzera, l’età ordinaria di pensionamento è attualmente di 64 anni per le donne e 65 anni per gli uomini. Ma c’è anche la possibilità di andare in pensione anticipata. Con Vita, ad esempio, è possibile già dall’età di 58 anni. Donne e uomini possono però anche lavorare più a lungo – oltre l’età ordinaria di pensionamento e ciò fino all’età massima di 70 anni. In ogni caso, vi consigliamo di pianificare per tempo il momento del vostro pensionamento e di concordarlo con il vostro datore di lavoro. In linea di principio, vale quanto segue: più a lungo si lavora e si effettuano versamenti nella cassa pensioni, più alto è il capitale risparmiato per la rendita che si riceverà più tardi.

È stato utile?

Prestazione per i superstiti

La prestazione per i superstiti è un termine tecnico antiquato per i pagamenti dal 1° o 2° pilastro in un caso di decesso. Questi pagamenti sono a favore dei congiunti della persona deceduta, ossia della vedova o del vedovo, nonché dei loro figli fino a quando raggiungono una determinata età. Di regola si tratta di pagamenti in forma di rendita. Nel 1° pilastro, la previdenza statale, si applicano diverse restrizioni: ad es. le donne senza figli ricevono la rendita per vedove solo se hanno almeno 45 anni e se il matrimonio è durato almeno cinque anni. E gli uomini ricevono la rendita per vedovi solo se hanno figli di età inferiore ai 18 anni. Per entrambi i sessi, vale la regola secondo cui il pagamento della rendita per superstiti viene a decadere in caso di un nuovo matrimonio. Anche il 2° pilastro prevede pagamenti al vedovo o alla vedova e agli orfani A seconda del regolamento della cassa pensioni, i figli hanno diritto a una rendita per orfani fino ai 18 o ai 20 anni di età, oppure fino al termine della prima fase formativa, ma non oltre il compimento dei 25 anni. Numerose casse pensioni assicurano anche i partner; per altre, per avere diritto alla rendita il matrimonio deve aver superato la soglia dei cinque anni. Spesso è assicurato anche un capitale di decesso, versato una tantum.

È stato utile?

Regime obbligatorio

Nella previdenza professionale distinguiamo tra il regime obbligatorio e il regime sovraobbligatorio. Chi guadagna più di 21’510 franchi svizzeri all’anno (stato 2021) è assicurato nel regime obbligatorio e deve versare nel pilastro insieme al suo datore di lavoro. Questi contributi servono da una parte ad accumulare capitale per la vecchiaia, dall’altra ad assicurarsi contro le conseguenze di invalidità e morte. I salari annui compresi tra 21’510 e 86’040 franchi svizzeri (stato 2021) sono assicurati nella previdenza professionale. In questo caso si parla del regime obbligatorio LPP. Se una persona guadagna più di 86’040 franchi svizzeri all’anno, entra in gioco la parte sovraobbligatoria. A differenza del regime obbligatorio, per il regime sovraobbligatorio il legislatore non dà alcuna direttiva in merito a entità dei contributi, tasso d’interesse e aliquota di conversione. Nel regime sovraobbligatorio gli istituti di previdenza hanno un margine d’azione più ampio.

È stato utile?

Rendita d’invalidità

Viene versata una rendita d’invalidità alle persone che, a seguito di malattia o infortunio, non sono più in grado di esercitare in maniera permanente, in parte o del tutto, un’attività lucrativa. Se la causa dell’incapacità di guadagno è un infortunio, si ha diritto alle prestazioni dell’assicurazione per l’invalidità (AI) e dell’assicurazione infortuni del datore di lavoro. Se l’invalidità è la conseguenza di una malattia, si ha diritto alle prestazioni dell’AI e della cassa pensioni del datore di lavoro. In entrambi i casi, alla scadenza di un termine di attesa la cassa pensioni si fa carico del versamento dei contributi, per continuare a consentire il risparmio finalizzato alle prestazioni di vecchiaia. Gli interessati ricevono una quota di rendita proporzionata al grado d’invalidità. Sia nel 1° che nel 2° pilastro, le rendite sono corrisposte solo a partire da un grado d’invalidità del 40 percento. Vita, invece, corrisponde una rendita già a partire da un grado d’invalidità del 25 percento. Una rendita completa è versata a partire da un grado di invalidità del 70 percento. Le prestazioni della previdenza professionale (2° pilastro) si basano sul grado d’invalidità accertato dalle autorità dell’AI. Insieme, il 1° e 2° pilastro mirano a raggiungere circa il 60 percento dell’ultimo salario. Per molte persone le prestazioni del 1° e 2° pilastro risultano insufficienti per mantenere il tenore di vita abituale in caso di un’invalidità. Per questo motivo la copertura può essere integrata da una rendita per incapacità di guadagno privata nell’ambito del 3° pilastro.

È stato utile?

Rendita

Dopo il pensionamento avete diritto a una rendita vitalizia. A questo riguardo si distingue tra due tipi di rendita: la rendita AVS e la rendita LPP. L’ammontare della rendita AVS dipende dalla durata del periodo in cui avete versato contributi AVS e dall’ammontare del vostro reddito annuo medio. Perché possiate percepire una rendita completa, dovete aver versato contributi AVS per 44 anni. Se avete una lacuna contributiva, la vostra rendita AVS viene proporzionalmente ridotta. L’ammontare della rendita LPP dipende da un canto dai contributi versati da voi e dal vostro datore di lavoro durante la vostra vita lavorativa, quindi dai vostri accrediti di vecchiaia annui ed eventuali maggiori contributi volontari o riscatti. D’altro canto sul pagamento influisce anche il regolamento della vostra cassa pensioni, che può anche prevedere prestazioni maggiori. Dopo il vostro pensionamento la rendita LPP viene erogata il più delle volte sotto forma di rendita vitalizia. Ma potete anche scegliere di percepirla sotto forma di capitale o in una forma mista – con un pagamento una tantum e una rendita annua vitalizia ridotta. Per incrementare ulteriormente il reddito da AVS e LPP acquisito sotto forma di rendita dopo il pensionamento, si consiglia una forma di previdenza privata nel  pilastro. Il  pilastro offre diverse opzioni per investire denaro e provvedere alla vecchiaia, ad esempio una rendita di vecchiaia o un PianoVersamento.

È stato utile?

Riscatto nella cassa pensioni

Per «riscatto» non si intende la somma pagata per liberare qualcuno, bensì il riscatto volontario nella cassa pensioni. In questo modo migliorate la vostra prestazione di vecchiaia e nel contempo riducete il vostro carico fiscale nell’anno del versamento. Per questo il riscatto nella cassa pensioni vale il doppio. In genere esiste potenziale di riscatto in caso di anni di contribuzione LPP mancanti oppure se il salario è aumentato sensibilmente: ad esempio dopo un cambio di funzione o una fase di lavoro a tempo parziale. Spesso fiscalmente è utile scaglionare i riscatti su più anni per interrompere in questo modo la progressione. Il massimo riscatto possibile viene determinato dal regolamento della vostra cassa pensioni. Sul vostro certificato di previdenza vedete se esiste un potenziale di riscatto. Se, quanto e con quale scaglionamento sia utile un riscatto nella cassa pensioni, dipende da molti fattori. La soluzione migliore è verificarlo insieme con la vostra o il vostro consulente previdenziale.

È stato utile?

Salario annuo

Nella previdenza professionale, di norma il salario annuo AVS viene utilizzato come base per il calcolo del salario annuo assicurato. Il salario annuo AVS contiene tutte le remunerazioni che i vostri impiegati ricevono per il lavoro fornito: salario orario, giornaliero, settimanale e mensile, salario a cottimo e a incentivi, compresi premi e indennità per lavoro straordinario, lavoro notturno e servizio di sostituzione.

È stato utile?

Strategia d’investimento

La strategia d’investimento indica in che modo una cassa pensioni investe sul mercato finanziario i fondi dei propri assicurati. In questo contesto è necessario attenersi alle norme e disposizioni legislative in vigore, stabilite in particolare nell’ordinanza 2 sulla Previdenza professionale (LPP 2). Si tratta quindi di riuscire, in queste condizioni quadro, a investire il denaro in modo oculato e nello stesso tempo massimizzare le opportunità di conseguire utili. La strategia d’investimento di una cassa pensioni è quindi determinante per il rendimento che può conseguire con i fondi previdenziali e influisce così anche sull’avere di vecchiaia del singolo assicurato. Infatti, a seconda del rendimento conseguito e della situazione finanziaria della cassa pensioni, si determina l’importo della remunerazione del patrimonio previdenziale.

È stato utile?

Tabella delle generazioni

La tabella delle generazioni indica la probabilità di decesso rispettivamente la speranza di vita statistica e quindi anche la speranza di vita a partire dal momento del pensionamento. Questa informazione costituisce la base per il calcolo dell’aliquota di conversione nella previdenza professionale. Se si parte sistematicamente da una speranza di vita troppo bassa, i beneficiari di rendita ricevono all’anno una rendita troppo elevata. Il capitale che hanno risparmiato durante la loro attività professionale per la propria rendita non sarà sufficiente fino alla fine della vita. Tuttavia, essendo la rendita garantita fino al decesso, il capitale mancante deve essere realizzato mediante investimenti. Oppure viene ridistribuito dai lavoratori sui pensionati. Oggi ha luogo questa ridistribuzione, perché le aliquote di conversione non vengono adeguate alla crescente speranza di vita e ai bassi tassi d’interesse. Infatti con gli interessi a livelli storicamente bassi, gli investimenti di capitale consentono di realizzare solo rendimenti inferiori.

È stato utile?

Tassi bassi

Per l’avere della cassa pensioni vale la regola: più è meglio. Maggiore è il tasso d’interesse, più capitale ciascuna persona riesce a risparmiare fino al pensionamento. Il tasso d’interesse è talmente importante ai fini dell’evoluzione del capitale che viene addirittura definito «terzo contribuente», accanto ai contributi di datore di lavoro e lavoratore. Da metà anni Novanta i tassi d’interesse corretti per l’inflazione, quindi i tassi reali, in Svizzera hanno continuato a diminuire e dal 2015 si sono attestati a un livello molto basso. Un fattore tanto più importante considerato che le casse pensioni investono una parte considerevole del patrimonio previdenziale in obbligazioni a basso rischio, come sono tenute a fare per legge. Ma la remunerazione delle obbligazioni è strettamente correlata al tasso d’interesse reale. In un’epoca di tassi bassi, la necessità di riforma della previdenza professionale diventa quindi ancora più evidente.

È stato utile?

Tasso di sostituzione

In Svizzera la previdenza per la vecchiaia obbligatoria è costituita dal 1° e dal 2° pilastro. Le prestazioni di questi due pilastri devono coprire il fabbisogno finanziario di cui abbiamo bisogno per finanziare il nostro tenore di vita abituale dopo il pensionamento. Affinché ciò sia garantito, le prestazioni dei due pilastri devono ammontare al 60 percento dell’ultimo salario prima del pensionamento. Siccome queste sostituiscono tale parte dell’ultimo salario, si parla di tasso di sostituzione. Dato che per molti anni la remunerazione della previdenza professionale è stata superiore a quanto previsto dal legislatore, il tasso di sostituzione è stato addirittura superato.

È stato utile?

Orientamento del personale con Vita Mobil

Vita è sinonimo di previdenza professionale chiara, semplice e sicura. In occasione di un orientamento del personale, i nostri esperti di previdenza saranno lieti di farvi visita per illustrare ai vostri collaboratori i principi delle assicurazioni sociali.

Per saperne di più

Articoli correlati

Simbolo informativo E014_Info_v1_L

Previdenza: dieci termini tecnici spiegati in modo semplice

Qui trovate una spiegazione breve dei principali termini specialistici del settore della previdenza. Una spiegazione di base per i principianti.
Nuovo studio: poche conoscenze in materia di previdenza professionale hanno implicazioni di vasta portata

Studio Fairplay 2021: poche conoscenze in materia di previdenza professionale hanno implicazioni di vasta portata

In Svizzera manca la consapevolezza che il capitale della cassa pensioni è parte del proprio patrimonio personale. Ciò ha conseguenze importanti.
Let’s talk about… previdenza professionale

Let’s talk about… previdenza professionale

Con i vostri collaboratori parlate del tema della cassa pensioni? A questa domanda la maggior parte dei dirigenti di PMI risponderebbe «no» oppure «raramente».