Previdenza: dieci termini tecnici spiegati in modo semplice

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Previdenza: dieci termini tecnici spiegati in modo semplice

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Il mondo della previdenza professionale è pieno di termini tecnici. Molti di loro li abbiamo già sentiti, ma quasi nessuno sa qual è il loro preciso significato. Spiegazione basilare per i profani.

Strategia d’investimento

La strategia d’investimento indica in che modo una cassa pensioni investe sul mercato finanziario i fondi dei propri assicurati. In questo contesto è necessario attenersi alle norme e disposizioni legislative in vigore, stabilite in particolare nell’ordinanza 2 sulla Previdenza professionale (LPP 2). Si tratta quindi di riuscire, in queste condizioni quadro, a investire il denaro in modo oculato e nello stesso tempo massimizzare le opportunità di conseguire utili. La strategia d’investimento di una cassa pensioni è quindi determinante per il rendimento che può conseguire con i fondi previdenziali e influisce così anche sull’avere di vecchiaia del singolo assicurato. Infatti, a seconda del rendimento conseguito e della situazione finanziaria della cassa pensioni, si determina l’importo della remunerazione del patrimonio previdenziale.

Aliquota di conversione LPPAliquota di conversione LPP

L’avere di vecchiaia nella previdenza professionale (cassa pensioni) può essere paragonato a una torta. L’aliquota di conversione stabilisce la dimensione delle fette di torta che possiamo tagliare annualmente dopo il pensionamento. Quanto più bassa è l’aliquota di conversione, tanto più piccole sono le fette. E se le fette sono più piccole, la torta dura più a lungo. Con un avere di vecchiaia di 100’000 franchi e un’aliquota di conversione del 6,8 percento, ad esempio, ottenete una rendita annua dalla cassa pensioni di 6’800 franchi.
6,8 percento – questa è attualmente l’aliquota di conversione prescritta dalla legge per la parte della LPP obbligatoria. Ciò significa che la torta viene suddivisa in 15 pezzi, ovvero che (al netto degli interessi) risulta completamente consumata dopo circa 15 anni. Per molto tempo questi conti tornavano bene, poiché 15 anni era la durata di vita media dopo il pensionamento. Ma oggi le cose stanno diversamente: se nel 1960 un uomo poteva contare sul fatto di potersi godere la pensione per 13 anni, oggi gli anni già sono diventati 19. In presenza di tassi d’interesse elevati è possibile mettere sul piatto altri pezzi di torta, ma quando gli interessi sono così bassi come nel contesto attuale, ciò è sempre più difficile. Vi sono poi anche altri fattori che incidono sulla dimensione della torta: ad esempio la struttura d’età degli assicurati in una cassa pensioni e il rendimento che è presumibile conseguire sul capitale di previdenza. E qui il cerchio si chiude nuovamente: quando le aliquote di conversione sono elevate, il rendimento cala di conseguenza e la torta (ovvero la rendita) diminuisce. Con aliquote di conversione più basse le casse pensioni hanno un margine d’azione maggiore per investire il denaro e gli assicurati possono così beneficiare di fette di torta più grandi, ovvero di rendite più elevate.

Se nel 1960 un uomo poteva contare sul fatto di potersi godere la pensione per 13 anni, oggi gli anni sono diventati 20.

Grado di copertura

Il grado di copertura di una cassa pensioni viene rilevato sempre in una determinata data di riferimento e indica il rapporto tra il patrimonio effettivamente disponibile e gli oneri. Con un grado di copertura del 100 percento la cassa pensioni possiede sufficienti mezzi finanziari per soddisfare tutti i diritti alle prestazioni correnti. Se il grado di copertura è superiore al 100 percento, i valori patrimoniali sono superiori agli oneri: in tal caso si parla dei cosiddetti «fondi liberi». In caso di sottocopertura (grado di copertura inferiore al 100 percento) gli oneri attuali e futuri (ad esempio i futuri pagamenti delle rendite) non sono più completamente coperti dai valori patrimoniali, nel caso in cui la cassa pensioni debba soddisfare contemporaneamente tutte le prestazioni promessi. Questo caso è comunque molto improbabile, perché non tutti i collaboratori cambiano il datore di lavoro nello stesso tempo o vanno in pensione lo stesso giorno. Una sottocopertura non significa automaticamente che la cassa pensioni debba faticare a soddisfare gli impegni correnti. Sul lungo termine però la cassa pensioni andrebbe incontro a difficoltà nei pagamenti e dovrebbe avviare misure di risanamento (ad es. contributi più elevati, rinuncia alla compensazione del rincaro ecc.) per raggiungere nuovamente un grado di copertura di almeno il 100 percento.
Erroneamente, spesso il grado di copertura delle casse pensioni viene pubblicamente utilizzato come valore di riferimento o criterio di valutazione per stabilire se una cassa è «buona» o «cattiva». Nel calcolo del grado di copertura bisogna invece tenere in considerazione diversi aspetti, che sono stabiliti individualmente da ciascuna cassa pensione. Di conseguenza, il grado di copertura non è un criterio oggettivo. Contestualmente alla determinazione del grado di copertura, il Consiglio di fondazione stabilisce anche quali sono le considerazioni da tenere presenti: ad esempio, si fa un’ipotesi sul futuro ammontare della remunerazione per l’avere di vecchiaia delle rendite di vecchiaia correnti. Ad essere determinanti non sono quindi solamente gli oneri e il patrimonio disponibile, bensì le considerazioni adottate in fase di determinazione del grado di copertura. Per interpretare correttamente il grado di copertura di una cassa pensioni sono inoltre rilevanti la struttura d’età e la capacità di rischio. Il confronto diretto dei gradi di copertura di due casse pensioni restituisce quindi un quadro falsato, dal momento che non si conoscono le considerazioni alla base del rendiconto e che queste possono essere molto diverse tra loro.

Riscatto

La previdenza di molte persone è caratterizzata da lacune contributive, perché hanno studiato per molto tempo, hanno vissuto all’estero o hanno fatto una pausa per dedicarsi al proprio figlio. Molti non ne sono nemmeno consapevoli. Perfino un aumento di salario offre del potenziale per adeguare le prestazioni dell’assicurazione al nuovo salario, anche in modo retroattivo. Chi versa volontariamente denaro supplementare nella cassa pensioni, può colmare le proprie lacune contributive, migliorare la prestazione di vecchiaia e, allo stesso tempo, ridurre il carico fiscale, perché la somma di riscatto può essere detratta direttamente dal reddito imponibile nella dichiarazione di imposta. Dal punto di vista fiscale può essere conveniente scaglionare i riscatti nel corso di diversi anni. Il vostro pianificatore finanziario o la vostra consulente assicurativa vi possono fornire un supporto nella vostra pianificazione globale.

Soglia di accesso

Nella previdenza professionale è prevista la cosiddetta soglia di accesso: dovete guadagnare almeno 21’510 franchi svizzeri per poter versare contributi nella Cassa pensioni. Se il vostro salario annuo è solo leggermente superiore a questa soglia, allora si applica un salario assicurato di 3’585 franchi svizzeri. È ad esempio il caso di una persona che, con orario part-time, guadagna 22’000 franchi all’anno. Anche a questo proposito a dicembre 2021 il Consiglio nazionale svizzero si è pronunciato a favore di una diminuzione della soglia di accesso, come nella deduzione di coordinamento.

Prestazione di libero passaggio

Prestazione di libero passaggio – è possibile prelevare liberamente questo denaro? Prima o poi sì. Ma oggi ancora no: la prestazione di libero passaggio rappresenta l’avere di vecchiaia accantonato fino al momento attuale presso la cassa pensioni. Ogni mese, tramite una trattenuta salariale diretta, versate contributi sul vostro conto personale della previdenza professionale. Il vostro datore di lavoro corrisponde a sua volta almeno il medesimo importo: si tratta del cosiddetto finanziamento paritetico. Magari avete poi effettuato versamenti supplementari volontari («riscatto») o versato i contributi di datori di lavoro precedenti («trasferimento»). Il denaro risparmiato presso la cassa pensioni è poi soggetto a remunerazione. Nel caso di un eventuale cambiamento del posto di lavoro portate questo denaro con voi. L’avere viene trasferito all’istituto di previdenza del nuovo datore di lavoro. Chi perde il posto di lavoro o abbandona transitoriamente l’attività lavorativa, parcheggia il denaro su un conto di libero passaggio. Potete aprirne uno presso una banca, un’assicurazione o presso l’istituto collettore. Ma solamente in pochi casi eccezionali potete farvi corrispondere il vostro capitale prima del pensionamento: ad esempio se avviate un’attività indipendente oppure finanziate una proprietà d’abitazioni ad uso proprio. In caso contrario, dovete attendere fino al raggiungimento dell’età pensionabile.

Deduzione di coordinamento

La deduzione di coordinamento equilibra le prestazioni della previdenza statale e professionale. Una parte del vostro salario annuo è già assicurata nel 1° pilastro (ACS, previdenza statale). Affinché non dobbiate assicurare una seconda volta questa parte, essa viene dedotta dal vostro salario annuo lordo e voi effettuate versamenti solamente sui contributi residui del 2° pilastro (previdenza professionale). Questa deduzione si chiama deduzione di coordinamento e attualmente ammonta a 25’095 franchi svizzeri. Il salario coordinato ovvero assicurato corrisponde quindi al vostro salario annuo lordo meno la deduzione di coordinamento. Se si applica l’intera deduzione di coordinamento a un lavoro part-time o a un reddito più basso, le prestazioni di vecchiaia scendono in misura superiore alla media. Per questo motivo, a dicembre 2021 il Consiglio nazionale svizzero si è pronunciato a favore di una diminuzione della deduzione di coordinamento, per una migliore copertura delle persone con reddito basso o con lavoro part-time.

Ridistribuzione

La previdenza professionale ha due parti costitutive: la quota di risparmio e la componente di rischio. Per la componente di rischio vale il principio di solidarietà, poiché tutti versano insieme nello stesso calderone, ma solo pochi percepiscono prestazioni (cosiddetto sistema di ripartizione). Questo spirito della solidarietà ha senso nel caso di lunghe malattie e casi di decessi prematuri. Alla quota di risparmio si applica invece il sistema di capitalizzazione: ognuno risparmia per sé, per garantirsi un buon tenore di vita dopo il pensionamento. Qui il legislatore non ha previsto una ridistribuzione: ognuno prepara la propria torta e non la divide con nessuno. Tuttavia, al momento si riscontra una sempre più forte ridistribuzione all’interno della quota di risparmio: la mia torta per la terza età non cresce come originariamente previsto, ma rimane più piccola del dovuto. Da un lato ciò dipende da fattori demografici: le persone diventano sempre più anziane e nello stesso tempo ci sono sempre meno bambini. Dall’altro, le garanzie di pagamento e le aliquote di conversione esistenti non corrispondono più alla realtà, dal momento che si basano su un’aspettativa di vita inferiore e tassi di interesse maggiori rispetto alla realtà attuale.
Questa situazione genera una lacuna di finanziamento presso le casse pensioni. Per mantenere le promesse di versamento (non finanziate) ai beneficiari di una rendita, le casse pensioni devono spostare una parte dei redditi di investimento dai lavoratori ai pensionati, ossia ridistribuirli. Inoltre, spinte dalla necessità, le fondazioni collettive abbassano l’aliquota di conversione dell’avere di vecchiaia sovraobbligatorio. Di conseguenza le imprese con un livello salariale elevato e prestazioni della cassa pensioni generose contribuiscono a finanziare altre imprese che hanno un livello salariale basso e offrono ai loro assicurati solo prestazioni minime.

Prestazioni sovraobbligatorie

In base alla legge, sono assicurati solamente i salari fino a un massimo di 86’040 franchi svizzeri. Di questi, una quota ben definita viene versata nella cassa pensioni, in parte dal lavoratore e in parte dal datore di lavoro. ((La buona notizia è che)): a seconda del piano di previdenza, è possibile assicurare anche salari più elevati. In tal caso si parla di «prestazioni sovraobbligatorie». Una cassa pensioni che fornisce prestazioni sia obbligatorie, sia sovraobbligatorie, è detta «cassa globale».

Rischi assicurativi per età, invalidità e decesso

Di norma, i pensionati attuali sono straordinariamente in forma. Lo sanno bene gli impiegati sedentari che, chi in un’assolata giornata autunnale in montagna, si sono visti superare lungo il sentiero da un allegro 75enne. Poiché gli anziani oggi sono in forma, vivono anche sensibilmente più a lungo rispetto a quanto avveniva in passato. Questa longevità è certamente motivo di grande soddisfazione per l’individuo. Ma per il collettivo di assicurati costituisce una sfida finanziaria, perché un’età avanzata significa anche più lunghi pagamenti della rendita. Poiché l’individuo difficilmente riesce a prevedere la propria aspettativa di vita personale, la previdenza professionale copre il rischio di longevità mediante una soluzione assicurativa. Anche i rischi di invalidità e decesso sono coperti dalla cassa pensioni. Ciò significa che in caso di vostra incapacità di guadagno prima dell’età di pensionamento, oppure persino in caso di vostro decesso, vengono corrisposte le prestazioni della cassa pensioni, ad esempio la rendita d’invalidità o la rendita per vedove. Perché ciò avvenga è però necessario che siano soddisfatti determinati requisiti, altrimenti vi potrebbe essere solamente un pagamento di capitale.

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