Aspetti fondamentali quando si organizza la successione in azienda

Aspetti fondamentali quando si organizza la successione in azienda

La vostra azienda rappresenta il lavoro di una vita. Per questo è importante affidarla a qualcuno che sappia apprezzarla e gestirla. Potete farlo in diversi modi. Ma qual è il più adatto alla vostra azienda?
Per molti anni siete stati il fulcro dell’azienda. Eravate il punto di riferimento per qualsiasi aspetto, dallo sviluppo della strategia aziendale alla scelta se aggiungere o no una terza macchina per il caffè. Avete riflettuto, soppesato, calcolato e condotto scrupolosamente la vostra azienda alla fase successiva. Ritirarsi non è impresa facile sia a livello emotivo che professionale e vi state chiedendo chi sia la persona più adatta come successore.

La maggior parte dei titolari di imprese familiari, che in Svizzera rappresentano l’88 percento di tutte le aziende, preferirebbe cedere l’attività ai propri discendenti. Questi, tuttavia, sono sempre meno disposti a occuparsi dell’azienda di famiglia. Secondo Bisnode D&B, solo il 41 percento delle aziende svizzere viene ceduto a familiari (family buy-out = FBO). Nel 40 percento dei casi l’impresa viene rilevata da collaboratori (management buy-out = MBO), mentre nel 19 percento dei casi viene acquistata da un management esterno (management buy-in = MBI).

La scelta del vostro successore è una questione fondamentale se aspirate ad andare in pensione senza preoccupazioni, ma anche il momento e la modalità in cui ritirarvi sono fattori da valutare con attenzione.

Le possibilità a vostra disposizione per organizzare la successione

1. Cessione a familiari

«Da grande farò il tuo stesso lavoro»: quante volte avrete sentito ripetere questa frase tenendo in braccio vostro figlio. E nel frattempo pensavate: che soddisfazione dev’essere poter cedere l’impresa ai figli. Non significherebbe solo che l’azienda può continuare ad essere gestita come desiderate, ma sarebbe anche un gradito riconoscimento: siete stati un esempio per loro.

Cedendo l’azienda a familiari potete stabilire voi stessi quando ritirarvi. Ciò presuppone tuttavia che riceviate una valida consulenza in tema di previdenza. Si tratta infatti di una materia complessa. Se scegliete di ritirarvi nel momento in cui affidate a un discendente la gestione operativa dell’azienda, dovete essere certi di aver messo da parte una somma sufficiente nel secondo pilastro. Perché una volta lasciata l’azienda non sarete più assicurati nell’ambito della previdenza professionale.

L’ideale è cedere la gestione operativa della vostra impresa e continuare a lavorare a tempo pieno. Il vostro elevato salario rimarrà assicurato grazie al piano per quadri e continuerete a risparmiare capitale presso la cassa pensioni.

Se decidete di passare all’impiego a tempo parziale, rimarrete assicurati nel secondo pilastro a partire da un reddito annuo di 21’330 franchi svizzeri.

Un reddito più basso limita il risparmio e di conseguenza la costituzione del patrimonio. Inoltre si pone il problema di decidere se ricevere la prestazione di vecchiaia sotto forma di rendita o di capitale. Optando per il prelievo di capitale dovreste valutare per motivi fiscali se vi convenga ritirarvi gradualmente e farvi versare solo parti del capitale.

Una volta compiuto questo passo e completata la cessione sarà un piacere osservare come vostro/a figlio/a si inserisce nel ruolo dirigenziale. È importante ricordare che il nuovo ruolo comporta un reddito più elevato, che va adeguatamente assicurato presso una cassa pensioni. La soluzione di cassa pensioni idonea dipende dalle dimensioni e dalla forma giuridica dell’impresa. Le possibilità a disposizione sono diverse e spaziano da una soluzione di cassa pensioni unitaria per tutti gli interessati ai piani specifici per quadri.

I vostri collaboratori di lunga data saranno lieti di sapere che l’impresa rimarrà in famiglia. Avranno la certezza che la filosofia aziendale non cambierà in modo rilevante e che l’ambiente e il posto di lavoro consueti rimarranno gli stessi. Per essere un datore di lavoro interessante anche in futuro e garantire la fidelizzazione dei collaboratori, dovreste mantenere invariate le prestazioni previdenziali o addirittura ampliarle.

2. Vendita ad attuali collaboratori

Dopo lunghe riflessioni, avete deciso di vendere la vostra azienda. Non a uno, ma a diversi vostri collaboratori. Da un lato perché per un singolo individuo è finanziariamente impegnativo acquisire un’impresa e mantenerla stabile a livello economico. Dall’altro perché in tal modo non occorre che una sola persona disponga di tutte le capacità necessarie alla gestione e i nuovi proprietari potranno assumere compiti adeguati alle loro competenze.

Che decidiate di ritirarvi da titolari già al momento della cessione o solo successivamente, dovrete fare in modo di continuare a costituire un avere di vecchiaia presso la cassa pensioni. Per i nuovi proprietari, che ricopriranno il vostro precedente ruolo e percepiranno il rispettivo salario, sarà essenziale verificare le prestazioni della previdenza professionale e assicurare il reddito superiore. Un cambio ai vertici dell’azienda è spesso fonte di incertezza per i collaboratori. È consigliabile trasmettere un senso di stabilità. Lasciando la previdenza professionale al livello precedente l’acquisizione, o addirittura ottimizzandola, la nuova direzione aziendale potrà ridurre il grado di incertezza tra i collaboratori.

3. Vendita a esterni

La scelta di un acquirente esterno è particolarmente complessa. Occorre valutare se il/la nuovo/a proprietario/a sia affidabile. Esistono un’infinità di aziende e portali online specializzati nella ricerca di successori idonei e in grado di far fronte all’impegno finanziario previsto.

Se la vostra azienda dev’essere integrata in un’altra impresa, è probabile che abbiate intenzione di ritirarvi da titolari. Entro quel momento dovreste aver messo ordine nel patrimonio aziendale e in quello privato. I vostri successori dovranno adeguare la previdenza professionale in base alla struttura e alla forma giuridica della nuova azienda.

Una vendita a esterni può causare incertezza tra i collaboratori. Quali regole e prestazioni previdenziali si applicano ora? Quelle del datore di lavoro precedente o quelle della nuova azienda? È opportuno che i nuovi proprietari si informino in merito alle casse di previdenza esistenti e scelgano una soluzione previdenziale ottimale al fine di preservare la fiducia.

4. Se avete intenzione di cessare l’attività commerciale

Pianificare la successione è impegnativo: un’azienda su tre viene liquidata perché non si trova nessuno che ne assuma la gestione. Secondo il portale PMI della Confederazione i motivi sono diversi. Spesso i titolari iniziano a cercare un successore troppo tardi, non riescono a trovarne uno adeguato o non sono abbastanza flessibili in merito al prezzo di vendita. Per un titolare di azienda è fondamentale scegliere con intelligenza il momento in cui cessare l’attività anche solo per questioni legate alla previdenza. Un pensionamento anticipato richiede calcoli precisi e una verifica della soluzione di cassa pensioni. Solo chi opta per il pensionamento ordinario beneficia interamente della previdenza professionale.

In quanto datori di lavoro responsabili, al momento di liquidare l’azienda penserete certamente ai vostri collaboratori. Informateli per tempo, in modo che possano cercare un nuovo orientamento in tutta tranquillità.

Prendetevi del tempo per scoprire nuovi talenti

Qualunque modalità scegliate per ritirarvi dall’attività professionale, fatelo in tempo utile. Gli esperti consigliano di iniziare a occuparsi della cessione già all’età di 50 anni, poiché in genere il processo di uscita richiede più tempo del previsto. Chi sarà il vostro successore, come dovrà essere gestita l’azienda e in che modo potete costituire un patrimonio privato sufficiente – sono tutte riflessioni che richiedono tempo.

L’ideale è cedere la gestione operativa 15 anni prima del pensionamento e continuare a lavorare prima a tempo pieno, e poi eventualmente a tempo parziale. Risparmierete così sufficiente capitale per la vecchiaia e sarete in grado al contempo di influire sullo sviluppo dell’azienda. Ora che siete meno coinvolti nell’amministrazione, è il momento giusto per scoprire il vostro talento per la falegnameria, fare un corso per diventare bagnini o prendervi un cane. Con la giusta preparazione – sotto ogni aspetto – quando avrete 65 o 64 anni sarà più semplice e piacevole intestare l’azienda al vostro successore.

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