Fondazione collettiva Vita: remunerazione aggiuntiva nonostante il difficile andamento del mercato

Fondazione collettiva Vita: remunerazione aggiuntiva nonostante il difficile andamento del mercato

Anche se le forti perdite di valore sui mercati finanziari hanno portato a un calo delle riserve di molte casse pensioni, gli assicurati hanno potuto beneficiare di una buona remunerazione della Fondazione collettiva Vita. Il comprovato modello d’interesse permette di remunerare gli averi di vecchiaia fino all’1,20% il prossimo anno.

L’anno borsistico 2022 è estremamente complesso: la pressione inflazionistica, l’aumento dei tassi a essa associata come pure le incertezze geopolitiche hanno portato a crolli in quasi tutte le categorie d’investimento. La performance nette della Fondazione collettiva Vita ammonta da inizio anno a -8,45%. I dati aggiornati sulla performance sono pubblicati su vita.ch.

Grado di copertura indicativo del 102,27% a fine novembre 2022

L’andamento della performance si è rispecchia nel grado di copertura: a fine novembre 2022 questo ammontava indicativamente al 102,27%. «A fine 2021 sono state completamente raggiunte le nostre riserve target di fluttuazione di valore e questo si è rivelato un utile cuscinetto per il difficile anno d’investimento in corso», afferma Werner Wüthrich, Direttore della Fondazione collettiva Vita. «Grazie a questo cuscinetto possiamo offrire ai nostri assicurati una remunerazione aggiuntiva anche nel 2023.»

Remunerazione sull’avere di vecchiaia

Già nell’anno in corso 2022, gli assicurati della Fondazione collettiva Vita possono beneficiare di una buona remunerazione dell’avere di vecchiaia. La remunerazione complessiva massima è pari al 2,90%. La Fondazione collettiva Vita è una delle poche fondazioni sul mercato che comunica già in anticipo la remunerazione degli averi di vecchiaia per l’anno successivo. La remunerazione degli averi di vecchiaia viene definita secondo un meccanismo chiaro, definito nel regolamento. Viene distribuita una remunerazione aggiuntiva a partire da un grado di copertura del 102%. La remunerazione di base corrisponde al tasso d’interesse minimo LPP stabilito dal Consiglio federale e attualmente pari all’1,00%. La Fondazione collettiva Vita nel 2023 remunera quindi tutti gli averi di vecchiaia come segue:

     Adesione alla previdenza nell'anno
Interesse 2020 oder früher 2021 2022 2023
2023 Remunerazione complessiva 1,20% 1,10% 1,00% 1,00%
Interesse di base 1,00% 1,00% 1,00% 1,00%
Interesse aggiuntivo 0,20% 0,10% 0,00% 0,00%
2022 Remunerazione complessiva 2,50%* 1,70% 1,00% -
Interesse di base 1,00% 1,00% 1,00% -
Interesse aggiuntivo 1,50% 0,70% 0,00% -
* I clienti con contratti iniziati prima del 01.01.2018 riceveranno l'ultima tranche di interessi dello 0,40% dal precedente modello di pensione e quindi un tasso di interesse totale del 2,90%.
 

Aliquota di conversione Vita Classic per gli anni dal 2023 al 2025

Per contrastare la ridistribuzione e poter offrire a tutti gli assicurati e a tutte le assicurate una soluzione previdenziale equa e sostenibile, la Fondazione collettiva Vita adegua sempre le aliquote di conversione alla situazione del momento. Questa modifica tiene conto delle mutate condizioni del mercato e dell’aumento della speranza di vita.

  dal 1° gennaio 2023 dal 1° gennaio 2024 dal 1° gennaio 2025
Uomini, età 65 5,70% 5,60% 5,50%
Donne, età 64 5,70% 5,60% 5,50%

Nel certificato di previdenza per l’anno 2023 queste aliquote di conversione sono già considerate. Per gli assicurati con inizio della rendita il 1° gennaio si applicano le aliquote di conversione dell’anno precedente. Le aliquote di conversione saranno visibili anche nel Regolamento di previdenza 2023, disponibile da fine 2022 su vita.ch/downloads.

La riforma AVS introduce nuove età di riferimento per le donne

La votazione popolare sull’AVS è stata approvata il 25 settembre 2022. L’età di riferimento – il nuovo termine che designa l’età ordinaria di pensionamento – delle donne sarà gradualmente aumentata da 64 a 65 anni. Per gli uomini l’età di riferimento resta 65 anni. Le nuove disposizioni di legge sull’età di riferimento si applicano anche alla previdenza professionale. Entreranno probabilmente in vigore il 1° gennaio 2024, pertanto nel certificato di previdenza per l’anno 2023 non saranno ancora considerate.