Lavoro ridotto e perdita di guadagno: effetti sulla previdenza professionale

Lavorare in tempi di coronavirus: pochi dipendenti in ufficio

Lavoro ridotto e perdita di guadagno: effetti sulla previdenza professionale

La diffusione del coronavirus mette in difficoltà l’economia svizzera. Per molte piccole e medie imprese e lavoratori indipendenti si delineano problemi di liquidità. Per attenuare le conseguenze economiche e conservare i posti di lavoro, il Consiglio federale ha emanato un ampio pacchetto di misure. Quali sono gli effetti delle disposizioni sulla previdenza professionale?
Il pacchetto di misure emanato dal Consiglio federale si prefigge di supportare l’economia svizzera, conservare i posti di lavoro, assicurare i salari e sostenere i lavoratori indipendenti. Alle imprese vengono concesse iniezioni di liquidità e viene ampliato e semplificato l’accesso all’indennità per lavoro ridotto. Alcuni gruppi di persone sono esclusi dall’indennità per lavoro ridotto. Per questo motivo la Confederazione ha deciso un pacchetto di misure separato, analogamente alle disposizioni sull’indennità di perdita di guadagno.

Lavoro ridotto

Un’indennità per lavoro ridotto serve a conservare i posti di lavoro in caso di provvisori cali dell’occupazione e a garantire i pagamenti dei salari. Il lavoro ridotto deve essere richiesto dal datore di lavoro. I lavoratori aventi diritto devono tuttavia concedere il loro consenso al riguardo. Requisito fondamentale è un’interruzione del lavoro pari ad almeno il 10 percento per una durata di quattro settimane di lavoro consecutive. L’indennità per lavoro ridotto si calcola come segue:

Totale delle ore nominali dei lavoratori aventi diritto
– detrazione di tutte le assenze retribuite e non retribuite
= ore di lavoro complessivamente prestate

Un’interruzione del lavoro dovuta alle misure disposte dalle autorità, come quelle adottate per arginare la diffusione del coronavirus, in linea di massima è computabile e viene indennizzata se anche gli altri requisiti sono soddisfatti. Con un’eccezione: non esiste alcun diritto all’indennità se l’impresa potrebbe sfruttare altre possibilità di fatturato e in questo modo continuare a utilizzare completamente i collaboratori oppure se un’assicurazione privata si fa carico delle interruzioni.

Chi ha diritto al lavoro ridotto?

In linea di principio vi hanno diritto i lavoratori che sono tenuti a versare i contributi AVS, che hanno concluso la scuola dell’obbligo e che non hanno ancora raggiunto l’età pensionabile AVS. L’attuale regolamentazione speciale amplia inoltre la cerchia degli aventi diritto e semplifica la procedura di richiesta. Ad esempio, attualmente i lavoratori non devono più dapprima ridurre le loro ore straordinarie, per poter approfittare delle indennità per lavoro ridotto. E il termine di attesa per la concessione delle indennità per lavoro ridotto viene sospeso. In questo modo viene meno anche la partecipazione dei datori di lavoro alle interruzioni di lavoro.

Ora, in seguito alla regolamentazione speciale, hanno diritto:

  • i lavoratori con contratti di lavoro a tempo determinato, inclusi i lavoratori temporanei
  • gli apprendisti
  • le persone in posizione assimilabile a quella del datore di lavoro (p.es. persone impiegate nella propria S.a.g.l. o SA, soci e membri del supremo organo dirigenziale) inclusi coniugi o conviventi registrati. Possono rivendicare un forfait di 3’320 franchi svizzeri al mese come indennità per lavoro ridotto per un posto di lavoro a tempo pieno.

Nessun diritto all’indennità per lavoro ridotto viene concesso ai lavoratori,

  • che hanno un rapporto di lavoro disdetto
  • che non sono d’accordo con il lavoro ridotto
  • il cui orario di lavoro non è sufficientemente controllabile (p.es. lavoro su chiamata).

A quanto ammonta l’indennità per lavoro ridotto?

L’indennità per lavoro ridotto ammonta all’80 percento del calo di lavoro computabile, limitatamente a un massimo di 12’350 franchi al mese. (Spiegazione). Se viene già versata un’altra prestazione assicurativa, viene meno il diritto all’indennità per lavoro ridotto.

Inizio e durata dell’indennità per lavoro ridotto

Il diritto all’indennità sussiste a partire dall’introduzione del lavoro ridotto. L’indennità per lavoro ridotto viene versata entro due anni per un massimo di dodici mesi.

Cosa succede con i contributi alle assicurazioni sociali?

Buono a sapersi: tutte le assicurazioni sociali vanno calcolate sul 100 percento del salario. Il datore di lavoro viene indennizzato per la sua quota di contributi delle assicurazioni sociali dalla cassa di disoccupazione. Cosa significa quindi per i contributi alla previdenza professionale? Per evitare lacune nella previdenza professionale dei lavoratori, i contributi non subiscono variazioni.

Notifica del lavoro ridotto

Il lavoro ridotto si può notificare al competente servizio cantonale.

Indennità di perdita di guadagno

L’indennità di perdita di guadagno serve per attenuare le conseguenze economiche causate da una perdita di guadagno. In analogia alle disposizioni per l’indennità di perdita di guadagno, il Consiglio federale ha creato un’indennità di perdita di guadagno per coronavirus per attenuare la perdita di guadagno risultante dalle misure disposte dalle autorità in relazione al coronavirus. Questa disposizione speciale si applica per un periodo di sei mesi.

Chi ha diritto all’indennità di perdita di guadagno a causa del coronavirus?

Hanno diritto all’indennità di perdita di guadagno per coronavirus:

  • I lavoratori indipendenti che a seguito della chiusura dell’attività disposta dalle autorità federali o del divieto di svolgere manifestazioni subiscono una perdita di guadagno; rientrano in questa categoria anche le artiste e gli artisti indipendenti, i cui ingaggi sono stati annullati.
  • I lavoratori indipendenti che, potendo continuare a lavorare, sono interessati solo indirettamente dalle misure ufficiali per la lotta contro la pandemia da coronavirus, ma che a causa delle misure lavorano di meno o non hanno più lavoro, per esempio tassisti e tassiste, qualora il loro reddito AVS non superi i 90’000 franchi svizzeri.
  • I genitori con figli di età inferiore ai dodici anni, che devono interrompere l’attività lucrativa perché la custodia dei figli da parte di terzi non è più garantita; non ne hanno tuttavia diritto se già percepiscono l’indennità per lavoro ridotto.
  • I genitori con figli con particolari esigenze fino al 20° anno di età che devono assistere i figli a casa.
  • Le persone che devono interrompere la loro attività lucrativa a seguito di una misura di quarantena disposta dalle autorità o del medico; non ne hanno tuttavia diritto se già percepiscono l’indennità per lavoro ridotto.

A quanto ammonta l’indennità di perdita di guadagno?

L’indennità ammonta all’80 percento del reddito medio lordo dell’attività lucrativa. Il salario assicurato è limitato a un massimo di 88’200 franchi svizzeri all’anno, che corrisponde a un importo massimo mensile di 7'350 franchi, ovvero a un’indennità giornaliera di 196 franchi. L’indennità di perdita di guadagno è sussidiaria. Questo significa che se la persona avente diritto percepisce già prestazioni da un’altra assicurazione sociale o privata, non ha alcun diritto o ha al massimo un diritto parziale all’indennità. In caso di pagamento continuato del salario il diritto spetta al datore di lavoro.

L’inizio e la durata dell’indennità di perdita di guadagno variano

  • Inizio/fine per lavoratori indipendenti: non appena sono soddisfatte tutte le condizioni (non prima del 17 marzo 2020), il versamento delle indennità giornaliere viene effettuato per la durata delle misure disposte dall’autorità.
  • Inizio/fine per genitori: dal quarto giorno successivo all’adempimento di tutte le condizioni (non prima del 19 marzo 2020), vengono versate al massimo 30 indennità giornaliere fino a quando viene trovata una soluzione di custodia alternativa oppure la misura viene eliminata per i lavoratori indipendenti. Nella maggior parte dei casi i primi tre giorni sono coperti dal pagamento continuato del salario da parte del datore di lavoro.
  • Inizio/fine per le persone in quarantena: non appena sono soddisfatte tutte le condizioni (non prima del 17 marzo 2020), vengono versate al massimo dieci indennità giornaliere fino al termine della quarantena.

Cosa succede con i contributi alle assicurazioni sociali?

L’indennità di perdita di guadagno è soggetta all’obbligo di versamento di contributi secondo le norme di diritto delle assicurazioni sociali. Quindi vengono detratti i consueti contributi per AVS, AI, IPG ed eventualmente AD. Le casse di compensazione AVS possono concedere a datori di lavoro e lavoratori indipendenti una dilazione del pagamento per sei mesi senza interessi di mora. Nella cassa pensioni non si procede a un adeguamento del guadagno assicurato fintanto che sussiste l’obbligo di pagamento continuato del salario del datore di lavoro ai sensi del Codice delle obbligazioni, art. 324a. I contributi restano pertanto dovuti per il loro importo pieno.

Richiesta dell’indennità di perdita di guadagno

L’indennità di perdita di guadagno per coronavirus deve essere rivendicata dal lavoratore presso la cassa di compensazione AVS di sua competenza e viene versata sotto forma di indennità giornaliera.

Informazioni utili per gli assicurati delle Fondazioni collettive Vita

Per i lavoratori non cambia nulla: il salario determinante valido per la previdenza professionale resta invariato e corrisponde al presunto salario annuo AVS. Per i lavoratori indipendenti che sono assicurati insieme con il loro personale:

  • Come base per il calcolo del salario assicurato per la previdenza professionale vale sempre il previsto salario annuo.
  • Nel reddito annuo rientrano anche le indennità di perdita di guadagno erogate per la perdita di guadagno a causa delle misure di contenimento del coronavirus (indennità di perdita di guadagno coronavirus).

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